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Un Ferro-agosto sulla FGC

17 Agosto: periodo tradizionalmente di ferie e bagni in mare. E di aziende ferme per la tradizionale chiusura estiva.

Ma sulla FGC il personale della Ferrovia continua a lavorare per la sua riapertura e già alle 8 del mattino sul piazzale della stazione di Genova Manin c’è gran fermento. Durante la mattina il Personale dell’Officina eseguirà interventi manutentivi ad alcuni mezzi della ferrovia, mentre il Personale della Squadra Lavori della Ferrovia si dedicherà a rincalzare e livellare il binario nella tratta Cappuccio – Manin; contemporaneamente un treno speciale per addestramento conducenti partito da Manin percorrerà più volte la tratta alta oltre Cappuccio sino a Vicomorasso, in modo da non interferire con l’intervento della Squadra Lavori.

Abbiamo seguito il viaggio di questo convoglio, svolto con la bellissima elettromotrice A5 (piccolo gioiello dalle forme tipicamente anni '50 rimasto immutato anche sotto l’aspetto tecnologico), e proponiamo alcune immagini per raccontarvi (e rammentare anche a noi stessi) di quanto bella è la nostra ferrovia e di come alcuni luoghi siano migliorati. Non tutte le immagini sono state scattate nell’ordine con cui ve le mostriamo (per ragioni di luce) ma spero che ci perdonerete questa piccola “licenza” che ci permette di illustrare in modo più chiaro questo racconto. Tutte le foto che vedete qui comunque sono state scattate nella mattina del 17 Agosto…

La prima tappa è bucolica stazioncina di San Pantaleo: il fabbricato della fermata è stato recentemente ottimamente restaurato dai Macchinisti della Ferrovia che alla bisogna non hanno esitato nel trasformarsi, volontariamente, in muratori ed imbianchini, con ottimi risultati, conveniamo! Sicuramente si tratta di un esempio di attaccamento al proprio lavoro e di flessibilità che ha pochi esempi nel panorama ferroviario italiano...
L'andamento della linea segue con dolcezza il profilo della montagna, affrontando curve impegnative e spettacolari viadotti. Oggi sarebbe impossibile anche solo concepire un'opera del genere, che per la sua unicità e spettacolarità regala un viaggio indimenticabile a chiunque percorra la linea sia per turismo sia per lavoro. E fa capire quanto preziosa ed importante sia questo piccolo gioiello da proteggere e tutelare.
Sui versanti della montagna sono ancora ben visibili le "ferite" lasciate dalle numerose frane causate dalla scorsa alluvione, ma la sede ferroviaria oggi è tornata perfettamente percorribile grazie al lavoro del Personale della Ferrovia e di alcune Ditte esterne. Ulteriori interventi di tipo "preventivo" per mettere in sicurezza i versanti saranno avviati nelle prossime settimane... Giunto a Cappuccio, il treno libera la tratta Manin – Cappuccio che è così disponibile per il movimentatore della Ferrovia (che inizierà a rincalzare la massicciata livellando il binario) e fa incontro con il carro 472.
Questo carro, ormai ultra-centenario, è stato un po' il protagonista dei lavori di ripristino della tratta Manin - Cappuccio: ormai accantonato da anni e privo di pianale, era l'unico carro rimasto a Genova al momento dell'alluvione. Pertanto, quando è stato necessario trasportare i mezzi meccanici ed i materiali per poter intervenire, dapprima sul cedimento a valle di Sant'Antonino e poi sulle altre criticità, si è reso necessario procedere ad un suo "restauro" svolto dalle Maestranze della Ferrovia nell'officina di Genova. E così il carro dapprima ha ricevuto un nuovo pianale metallico per poter portare ruspe e trivelle e successivamente è stato dotato di sponde per poter essere caricato di pietrisco con cui si è ripristinata la sede ferroviaria. Il viaggio prosegue ed il tracciato si fa sempre più ardimentoso….
Passando attraverso numerose gallerie e ponti, incluso anche quello in ferro della Fontanassa, la cui percorribilità stata ripristinata recentemente a livello provvisorio e solo per i mezzi di servizio in attesa dell’intervento di rifacimento integrale che è appena stato appaltato ad una nuova Ditta (ma su questo ritorneremo a breve), si arriva nella stazione di Campi, il cui fabbricato è attualmente in corso di restauro da parte della squadra composta dal personale.
Il viaggio della bella elettromotrice A5 non si ferma e giunge davanti al fabbricato viaggiatori di Torrazza, i cui lavori di restauro sono appena terminati. Un tecnico della Ferrovia è qui impegnato nello svolgere lavori di manutenzione agli apparati di stazione che controllano i deviatoi automatici.

Della tratta Torrazza – Vicomorasso abbiamo ancora impressi nella memoria la devastazione del dopo alluvione: binari sospesi nel vuoto, sede trasformata in un torrente, massicciata erosa, fango e rami ovunque. Ora, tornando per la prima volta da allora in quei tratti così colpiti, stentiamo a riconoscere i segni di quanto successo.

Passato il torrente Sardorella, il paesaggio è cambiato completamente e la montagna selvaggia (dove si respira un’aria incontaminata con tutti gli odori tipici del bosco e dove passando non è difficile fare incontri con daini o falchetti) ha lasciato il passo a paesaggi più bucolici e legati alle tradizioni contadine dei luoghi. Per inciso, la tratta della foto sottostante è una di quelle “ammalorate” il cui rinnovo integrale è oggetto del bando di gara emesso ad inizio estate…

Infine il convoglio raggiunge la meta: la stazione di Vicomorasso; oltre non è ancora possibile proseguire, ma i lavori per rendere nuovamente transitabile gli ultimi km della linea sono attualmente in corso. Sulla destra, il lettore attento noterà il raccordo verso la piattaforma di lavaggio dei mezzi, messo in servizio da poche settimane. Il carro cisterna che vi si trova ricoverato sarà inoltre utilizzato nelle prossime settimane per il diserbo della linea.

Il nostro racconto della giornata del 17 agosto scorso finisce qui. Non il viaggio della bella elettromotrice, che in quella mattina (e non solo!) ha fatto più volte avanti ed indietro dando mondo al suo conducente di familiarizzare col banchetto TIBB collegato all’aviatore SAC, una caratteristica unica dei mezzi di quell’epoca….

Andrea Martinelli

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